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Trump vs social, ancora censurato da Twitter e oscurato da Facebook

Ormai da tempo va avanti la battaglia di Twitter contro Donald Trump, tanto che quest’ultimo, in seguito all’ennesima censura di un suo tweet da parte del popolare social network, aveva scelto di modificare la legge che garantiva l’immunità legale a tutti i social. Ciò non è però bastato per impedire che nella giornata di ieri una nuova censura da parte di Twitter si abbattesse nei confronti di Donald Trump: la scritta ‘Manipulated media’ è infatti comparsa sotto un tweet del presidente USA contenente una versione ‘taroccata’ di un video molto popolare sui social fin dal 2019: quello di due bimbi, uno bianco e uno afroamericano, che corrono l’uno verso l’altro alla fine abbracciandosi. Nel video postato da Trump invece il bimbo bianco insegue quello nero, il tutto corredato dalla scritta: “Bambino terrorizzato fugge da bambino razzista”.

Al contrario Facebook fino a poco tempo fa aveva preferito di non prendere posizione contro i messaggi social spesso parecchio controversi del presidente Usa, ma tale politica è stata aspramente contestata dai più, tanto che il suo fondatore Mark Zuckerberg ha scelto di cambiare parzialmente rotta, cancellando uno spot lanciato dalla campagna elettorale di Trump in quanto colpevole di aver violato il divieto imposto dal Social network di diffondere messaggi di “incitamento all’odio”.
Tra i simboli utilizzati negli spot ve ne sarebbe infatti uno che ricorda il marchio adottato dai nazisti per “marchiare” le divise degli oppositori politici internati ad Auschwitz: un triangolo rosso capovolto.
Inoltre tale simbolo è apparso in un messaggio elettorale firmato “Team Trump” è rivolto proprio contro i criminali dei gruppi di estrema sinistra”, primo tra tutti l’Antifa, quello degli anarchici antifascisti.
Lo staff di Trump si è difeso sostenendo che il triangolo rosso capovolto è invece proprio un “simbolo usato dalla Antifa”.
Ma non è l’unica grana per il presidente statunitense: La Corte Suprema degli Stati Uniti ha infatti deliberato contro la sua intenzione di porre fine al programma di protezione dei cosiddetti “dreamers” ovvero quelle migliaia di immigrati entrati illegalmente negli Usa quando erano bambini. Giudicando infatti ‘arbitraria e capricciosa’ la decisione di Trump, il massimo organo giurisdizionale americano ha espresso una nuova sentenza a favore di circa 649.000 immigrati, principalmente giovani adulti ispanici, che continueranno ad essere protetti dalle espulsioni e potranno ottenere permessi di lavoro rinnovabili.

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