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Napoli, la città in festa per la vittoria: assembramenti, fumogeni, scippi e spari.

Ieri sera l’attesa finale di Coppa Italia ha visto trionfare il Napoli, che ha battuto la Juventus ai rigori. Sebbene l’incontro si sia giocato a Roma e in totale assenza di pubblico come impongono le nuove norme anticovid, a pochissimi istanti dal rigore decisivo del polacco Milik la città di Napoli è stata investita dal consueto chiassoso entusiasmo con cui i calorosi e numerosissimi tifosi partenopei accolgono ogni vittoria della squadra della loro città: caroselli in auto e scooter (e purtroppo persiste anche la cattivissima abitudine dell’assenza di casco durante la guida, come mostrano le tante immagini della serata), bagni nelle fontane, clacson, cori, fumogeni rossi e fuochi d’artificio.
Prima in Piazza Trieste, poi in piazza Trento, nei dei Quartieri Spagnoli, nel rione Sanità, nella zona di Piazza Dante sono stati in circa 5000 ad esultare e cantare, dai balconi o in strada; un folto gruppo di giovani si è addirittura lanciato nell’acqua della Fontana del Carciofo intonando cori
per Mertens, Insigne e contro la Juventus, avversario per antonomasia dei partenopei.

Ad aggravare pesantemente la situazione sono stati i tanti scippi facilitati dalla follia generale che ha pervaso il capoluogo e addirittura la gambizzazione mediante arma da fuoco di un uomo nelle immediate vicinanze della Stazione Centrale; soccorso dal 118, è stato trasportato al Pronto Soccorso dell’ospedale Pellegrini. A raggiungere l’uomo alla gamba potrebbe essere stato un proiettile vagante, esploso durante i festeggiamenti.

Sicuramente la gioia di una intera città e il suo amore viscerale per la squadra di calcio che la rappresenta sono apprezzabili e condivisibili soprattutto dopo un così lungo e sofferto digiuno dal calcio giocato e un altrettanto lungo e patito digiuno di trofei per la tifoseria. Ma forse occorre tenere presente in egual modo che siamo reduci da una emergenza sanitaria nazionale senza precedenti, i cui strascichi sono ancora fortemente visibili e dalla quale non possiamo dirci già completamente salvi. Sicuramente il sud Italia non ha mai per fortuna conosciuto i numeri tragici dei contagi che hanno dilaniato il nord, ma forse proprio grazie alle rigide norme di sicurezza imposte in pieno lockdown dal governatore della regione De Luca e dai singoli sindaci, che certamente non avranno apprezzato le immagini di ieri pur condividendo la gioia per la vittoria. Una finale di coppa Italia vinta è sicuramente una bella conquista. Ma è evidente che la partita contro il virus che il nostro paese sta combattendo da mesi e che -oggi possiamo affermarlo con orgoglio- sta vincendo resta la priorità più importante. E sicuramente l’entusiasmo più che meritato e giusto si sarebbe potuto esprimere con maggiore prudenza e assennatezza.

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